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Komos
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Il termine mwbwkòmos (mwcain greco antico κῶμοςmwcq?), nell'antica Grecia, indicava in origine il giro festoso che i giovani compivano per la città dopo un simposio, cantando e suonando il flauto. Dal VI sec. a.C. in poi, indicò soprattutto una parte delle feste dionisiache, che rappresentava il mwcgtiaso di Bacco. Si trattava di un mwcwcorteo mwdarituale, a piedi o talvolta su carri, durante il quale i partecipanti si abbandonavano a un'atmosfera di ebbrezza, a espressioni di sfrenatezza e baldoria, sottolineate da canti, accompagnate dalla musica dell'mwdqaulos, della mwdglira e della mwdwcetra e condite da disinibite e giocose manifestazioni di oscenità e mweaallusività a sfondo sessuale.
Contents
• Le fonti
• Note
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Il komos come espressione di socialità
Si trattava di un'espressione di socialità non confinata unicamente alla sfera delle pratiche religiose pubbliche, come ad esempio le mwiaDionisie, le mwiqFalloforie e altre celebrazioni collegate all'importante culto di mwigDioniso, ma viva e presente anche quale forma di ritualità privata. Si accompagnava infatti a festeggiamenti quali le celebrazioni nuziali ed era strettamente collegato a importanti pratiche sociali quali il mwiwbanchetto e il mwjasimposio. In questo ambito il mwjqkòmos dava libero sfogo alla voglia di sfrenatezza e bisboccia che faceva seguito alle pratiche conviviali, costituendo un'importante componente della vita sociale nell'antica Grecia.
I partecipanti al mwjwkomos vengono chiamati "comasti" e le relative manifestazioni di ebbrezza sono dette "comastiche" oppure orgiastiche.
Le fonti
La varietà delle fonti, siano esse letterarie o mwkgiconografiche, è appena in grado di restituirci l'effettiva natura del mwkwkomos.
Fonti letterarie
Celeberrima è poi, nel mwogmwowSimposio mwpaplatonico, la scena della rumorosa irruzione di mwpqAlcibiade che, nell'inedita versione di sfasciaporte fracassone, con il capo adorno di una ghirlanda, completamente ebbro, accompagnato dalla sua combriccola e sorretto da una mwpgflautista, viene accolto in casa di mwpwAgatone riuscendo a portare, lui ubriaco, un elemento di freschezza e di verità, nel bel mezzo di un composto simposio.cite-ref-2[2]
Tuttavia non esiste un unico evento specificatamente associabile al mwrqkomos. Pindaro, ad esempio, ce lo descrive all'interno delle celebrazioni cittadine.cite-ref-3[3] mwsgDemostenecite-ref-4[4] ce lo menziona nel primo giorno delle mwtwDionisie, al seguito della processione rituale e dei mwuamwuqcoreghi, in un contesto che sembra riferirsi a un mwugagone, rivelando quindi una possibile natura competitiva dell'evento.
L'esecuzione di mwxamusica durante il mwxqkomos è suggerita da mwxgAristofanecite-ref-6[6] e mwywPindaro.cite-ref-7[7]
Fonti iconografiche
Nelle raffigurazioni vascolari del periodo arcaico il comasta viene solitamente mostrato fasciato in un attillato mwdgchitone e, in apparenza, un mwdwintrattenitore di professione. Appartengono all'arcaismo più tardo alcune raffigurazioni che mostrano comasti sfilare mweamweqen travesti, drappeggiati in lunghi abiti, il capo adorno di orecchini, mwegfestonato da nastrini e, talvolta, protetto da mwewombrellini parasole, tutti simboli di mwfaeffeminatezza.cite-ref-8[8] Nelle descrizioni comastiche della pittura vascolare si registrano inoltre raffigurazioni di torce, anche se non sempre è chiaro se in tali scene siano da vedersi cori piuttosto che mwgqsimposi, o mwggkomoi.
Le raffigurazioni comastiche sono molto frequenti su un determinato tipo stilistico di mwhamwhqkylix, appartenente a un preciso periodo di inizio mwhgVI secolo a.C., tanto che, nella classificazione vascolare contemporanea, si fa riferimento a questa tipologia di oggetti con il nome convenzionale di mwhwmwiaCoppe dei comasti.
Gli mwigEtruschi, pronti assimilatori di pratiche culturali greche, come quelle conviviali, elette quasi a mwiwmwjastatus symbol, reinterpretarono le ambientazioni comastiche, come testimoniato dagli mwjqaffreschi provenienti dalle mwjgtombe della mwjwnecropoli di Tarquinia.
Il komos nella ceramica greca
Nella ceramica figurata greca viene designata mwkgkomos ogni scena di carattere orgiastico, dove compare un gruppo o un corteo di bevitori (i mwkwkomastài) che danzano, cantano, suonano, bevono, si ubriacano.
Il mwlqkomos non esiste né in ambito etrusco né in quello romano.
• Nella mwmaceramica corinzia abbiamo poche figure disposte in fila senza legami, qualche volta raggruppate o contrapposte a due a due, che danzano con movimenti uniformi tenendo in mano mwmqmwmgkantharoi o mwmwcorni potori. Qualche volta vi è un cratere che è posto a terra o viene trasportato. Tipico dei comasti corinzi è una sorta di travestimento caratterizzato da un corto mwnachitone imbottito che crea una pancia rigonfia. Donne comaste compaiono soltanto nel tardo corinzio e sono rese con sovradipinture in bianco.
• Nella mwngceramica attica abbiamo i pittori del Gruppo dei Komastai: si passa dalle figure steatopige a figure di corporatura più normale, sempre nude. Così saranno tutte le figure di mwnwkomastai attici a figure nere. I movimenti di danza diventano più ricchi, complessi, sfrenati. Si tende a legare o contrapporre le figure fra di loro. Scarsi sono i flautisti. Sulle anfore tirreniche le donne sono frequenti, sia vestite sia nude.
• Intorno al 530 a.C. abbiamo la tarda produzione a figure nere e l'inizio di quella a figure rosse. Il quadro acquista una complessità e ricchezza di particolari mai vista in precedenza. Ma quello che viene rappresentato è la fase finale di un simposio o la sua degenerazione orgiastica. Il luogo in cui tutto avviene è suggerita dai particolari aggiunti: in un ambiente chiuso abbiamo mwoqcrateri a terra o oggetti appesi alla parete; fuori casa, procedendo in corteo per la strada, figurano degli alberelli. Al mwogkomos partecipano per lo più giovani, ma anche uomini maturi (con barba), nudi o con corto mantello ricadente dalla spalla. Sorreggono coppe piene di vino. Suonano flauti e cetre mentre altri avanzano a passo di danza o camminano a grandi passi. Vi sono anche mwowetère, con mantello o seminude, anche loro ubriache. Spesso i comasti vengono rappresentati intenti a fare mwpaacrobazie con le coppe, o mentre mwpqvomitano (sorretti da un'mwpgetèra o da un mwpwefebo), o che si appoggiano a un bastone. Le scene di sesso esplicite sono sempre all'insegna della sfrenatezza.
Alcuni vogliono considerare scene di mwqqkomos anche quelle mwqgdionisiache dove figurano satiri e mwqwmenadi danzanti, ma non quelle dove è presente mwraDioniso insieme ai mwrqSileni. In realtà queste scene, come pure quelle di menadi che agitano il mwrgtirso in preda all'estasi dionisiaca, fanno tutte parte dei mwrwtiasi bacchici, non del mwsakomos.
Rapporti con le espressioni teatrali
Il komos e il coro
Il mw-qkomos deve essere tenuto ben distinto dalla processione e dal mw-gcoro greco, essendo quest'ultimo basato su eventi dettati da un mw-wcopione e sotto la direzione di un mwaqacorifeo, laddove invece il mwaqekomos era un'espressione al di fuori degli schemi, svincolata quindi da ogni rigidezza direttoriale, da copioni o prove.cite-ref-9[9]
Il komos e la commedia
È largamente accettato, seppur ancora discusso, il rapporto di discendenza tra il mwaqgkomos e la κωμῳδία (mwaqkcommedia). Tale relazione è suggerita ed avvalorata da Aristotele,cite-ref-10[10] il quale riferisce la derivazione etimologica di κωμῳδία mwaq4kōmōdìā da κῶμος mwaq8kṑmos e ᾠδή mwaraōdḕ, "canto". Tuttavia lo stesso mwareAristotele, nella terza parte dell'opera, registra, polemicamente, anche la tradizione che vorrebbe il termine κωμῳδία derivato da κώμη, mwarimwarmkṑmē, termine che indicava il villaggio. In tal caso l'origine della commedia sarebbe da ricercarsi negli spettacoli e nelle farse mimiche mwarqmegaresi che si svolgevano, appunto, nei villaggi.cite-ref-11[11]
Tuttavia rimane oscuro attraverso quali vie le forme espressive del canto di bisboccia, o della mwaroteatralità mimica, si siano evolute nell'mwarsantica commedia greca delle mwarwmwar0Dionisie del VI secolo a.C. La metamorfosi da mwar4farse popolari ed estemporanee a un vero e proprio mwar8genere teatrale si sarebbe realizzata in mwasaSicilia.cite-ref-12[12]
Note
cite-note-11. ↑ mwassmwaswLo scudo di Eracle, riga 281.
cite-note-22. ↑ mwata mwati«E quando mwatmSocrate ebbe detto queste cose, i presenti applaudirono; ...e d'un tratto fu picchiato alla porta del cortile, che fece gran rumore, per opera - sembrava - di una brigata allegra, ed essi udirono la voce di una flautista... E non molto dopo udirono la voce di mwatqAlcibiade, dal cortile: era completamente ubriaco e gridava forte domandando dove fosse mwatuAgatone e pretendendo che lo si conducesse da Agatone. Sorreggendolo, dunque, la flautista e alcuni altri del suo seguito lo condussero dai presenti; e lui si fermò sulla porta, cinto da una fitta corona d'mwatyedera e di mwatcviolette, e con una gran quantità di nastri sul capo, e disse: - Vi saluto, signori: volete accettare come compagno nel bere un uomo ubriaco fradicio, oppure dobbiamo andarcene...? ...giungo adesso, con i nastri sul capo per toglierli dal mio capo e inghirlandare il capo del più sapiente e del più bello. Riderete forse di me perché sono ubriaco? Eppure io, anche se voi ridete, so bene di dire la verità...» mwatg(mwatkPlatone. mwatomwatsSimposio (212 c, d, e), traduzione di mwatwGiorgio Colli)
cite-note-33. ↑ mwauaPitiche, 5.21 e 8.20; mwaueOlimpiche, 4.9.
cite-note-44. ↑ mwauumwauyContro Midia, XXI, 10 (dal mwaucPerseus project).
cite-note-55. ↑ mwausmwauwSulla falsa ambasceria, XIX, 287 da mwau0Wikisource. Non è chiaro infatti se Demostene si riferisce alla necessità di usarla, in questa occasione, per una sorta di pudore, o perché normalmente connaturata a tali manifestazioni. Lo stesso Rockwell (si veda la nota 7 a pag. 214) riconosce una certa ambiguità in questa affermazione.
cite-note-66. ↑ mwavemwaviTesmoforiazuse, 104, 988.
cite-note-77. ↑ mwavyOlimpiche, 4.9 e mwavcPitiche, 5.22.
cite-note-99. ↑ Rockwell, p. 8.
cite-note-1111. ↑ L'mwawgOxford English Dictionary registra entrambe le etimologie.
cite-note-1212. ↑ Seyffert, mwawwDictionary of classical antiquity (p. 151) ne indica come fautore mwaw0Epicarmo, collocando il passaggio tra le due forme nell'ambiente dorico siciliano di mwaw4Megara Iblea, dove sarebbe giunto proveniente da mwaw8Megara Nisea.
Bibliografia
• Kenneth S. Rockwell Jr. mwaxmNature, Culture and the Origins of Greek Comedy: A Study of Animal Choruses. mwaxqCambridge University Press, 2006
• Enciclopedia dell'Arte Antica, s.v. mwaxyKomos.
Voci correlate
• mwaxoDionisie
• mwaxwLenee
• mwax4Banchetto
• mwayiFalloforia
• mwayqKylix
• mwayyCordace
• mwaygCorteo bacchico
• mwayoKome (antica Grecia)
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